Orlando Lucchetta blog                                                                                                                                             copyright2026@orlanderia

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Il bello, il buono e il meglio della vita 

 

Il bello il buono, il meglio della vita, L’Unico vero lusso è il tempo, saperlo gestire è un’arte. Cosi è scritto in un editoriale di una rivista (Monsieur 18 settembre 2001). L’ho riletta tre quattro volte, e allora ho capito che dovevo cominciare a credere ai valori etici e classici di concepire la vita, dall’eleganza allo stile, dalla spiritualità all’autocritica, dall’amore per il paese alla famiglia, dall’essere più che dall’apparire, con la consapevolezza che oggi il vero lusso è vivere il tempo.

Ricevo molte critiche perché mi vanto di essere un portatore della cultura dell’ozio, ma il mio ozio non significa non lavorare, anche se lavorare significa essere un mulo che lavora a testa bassa senza pensare, allora si, ozio, e con orgoglio.

È che ho deciso di vivere come un signore, si come un Monsieur, per quello che posso perché voglio

vantarmi di essere fuori dal gregge, di essere pertinente al mio modo di pensare. Perché ogni 

uomo dove crearsi uno stile, ha prescindere, da chi è, com’è, e quanto ha. 

Esiste l’uomo ideale, si che esiste, attenzione ideale non significa perfetto, ma significa che la sua

eleganza deve nascere dentro, dall’essere un uomo eticamente corretto i cui valori essenziali fanno

riferimento ai contesti più classici della vita: le relazioni famigliari, quelle con gli amici e le relazioni

di lavoro. Rispetto, cortesia e disponibilità verso gli altri questi sono i miei cardini in cui imposto una

civile convivenza.

Nella vita se dai di più di quello che ricevi, tutto ti ritorna, con gli interessi. Questa è la mia esperienza

di vita, è la cosa più bella e più importante che ho appreso, ho capito che la fede e la passione, l’amore, 

sono elementi portanti della mia vita, e di questo sono orgoglioso.

Ecco perché soffro gli equivoci, perché amare una donna non è solo desiderarla, ma è valorizzare 

quell’essenza che è le fondamenta di una donna, la grazia. Ogni donna porta in sé una principessa, 

che dal suo piedistallo è ispiratrice, consigliera, desiderio, riposo del guerriero, ornamento supremo

di sé stessa e dell'uomo che l'accompagna, che ne condivide l’affetto e il profondo rispetto. Per questo mi piace sapere, osservare, sognare, pensare che un uomo non deve mai mancare ai suoi doveri galanti ed e dovrebbe lasciar stare una donna che tradisca la sua naturale aspirazione alla grazia, madre dell'eleganza.

                                           Leggere mi riempie di gioia, come osservare chi mangia nei ristoranti dei circoli, oppure guardare una                                                   coppia su una spider che si baciano come diciottenni sulla curva dell’ scogliera di Ravello, mi fanno                                                                dimenticare per una volta la società davvero povera di valori a cui viviamo, davvero molto attenta all’ostentare                                         e all’esibire, con il concetto che tutti possono far tutto, piuttosto che al vero concetto di eleganza e signorilità                                           che spesso ho sentito venir fuori nei racconti dei miei nonni e dei loro amici.

                                         Fin da bambino mi piaceva guardarmi allo specchio. Lo vedevo come una metafora dell’arte. Mia nonna mi                                                  guardava incuriosito e poi mi diceva: «Fai attenzione, ricordati che lo specchio è la tua coscienza». Quando la                                          mattina ti fai la barba, ti guardi, ti scruti con cura, i tuoi occhi parlano e quello è il vero confronto con se                                           stessi, con il giudizio e con la verità. E fai attenzione a non confondere la sincerità con la verità. E in quel                                                    momento capisco se ho fatto una cosa fatta bene o male. Capisco soprattutto, dove, quando e perché.

                             Mi piaceva guardare mio nonno: indossava vestiti sartoriali. Erano altri tempi, dove un vestito era sartoriale, era                                      l’unico me era fonte di grazia, di sudore e di sacrificio, l’orologio durava trent’anni ed era meccanico e non si doveva                                mai riparare, il cappello era d’obbligo d’estate e d’inverno. Erano uomini che si guadagnavano ogni giorno                                                 quell’emozione sottile che le cose belle e di classe lasciano venir fuori a poco a poco, solo per chi sa davvero apprezzarle.                            E non era certamente una questione di portafoglio, anzi ...

                          Credo purtroppo che saper apprezzare il bello, cosi come saper gustare un buon piatto, accompagnato da un buon vino,                            saper godere del proprio tempo apprezzandolo, sia oggi un valore rimasto a pochi, dove i molti sanno solamente                                                  uniformarsi in uno stile che una televisione molto scadente sa molto bene far venire fuori.

                          Mi piace la ricerca del bello, del buono e del meglio che la vita ci offre. Poi possiamo sbagliare, ha volte siamo utopici, però non si può negare che è una dote che allunga la vita: chi riesce ha apprezzare la bellezza, non importa se in un quadro, se in una donna, se in un articolo o racconto, in un paesaggio, in un abito, in un’auto non diventa mai vecchio dentro e conquista l’elisir dell’eterna giovinezza.

Ecco noi siamo eternamente giovani, lenti e poeti. Senza falsa modestia.

Il piacere si riassume nell’amare. E l’amore, è chiaro, significa più che sentimento, più che carità, più che protezione. L’amore è l’identificazione completa con la persona amata, ma senza alcuna intenzione di ‘fare del bene o di aiutare». «Quando si tenta di fare del bene attraverso l’amore, è solo perché consideriamo il prossimo come un oggetto, mentre noi ci vediamo come esseri generosi, colti e saggi. Questo, spesse volte, può determinare un atteggiamento duro, dominatore, brusco. Amare significa comunicare con chi si ama. Ama il prossimo tuo come te stesso, con umiltà, discrezione e rispetto. Soltanto così è possibile entrare nel santuario del cuore altrui».

Sicuramente qualcuno avrà altre idee, non è un problema.

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